Se stai cercando idee su come vestirti per il matrimonio di tuo figlio, avrai già notato che online si parla sempre della sposa e della sua mamma e quasi nessuno si occupa di te, mamma dello sposo. Lunghe carrellate di abiti tutti simili ma pochissimi consigli pensati davvero per aiutarti, visto che quel giorno anche tu avrai un ruolo altrettanto importante e vorrai essere all’altezza.
Questo articolo è per te. Ti condividerò le poche regole che devi sapere, dai colori al galateo fino a come metterti d’accordo con la mamma della sposa, e ti mostro cinque abiti su misura nati in Atelier Menì per cinque mamme diverse. Magari trovi ispirazione e ti aiuterà a trovare una soluzione.
Il ruolo della mamma dello sposo
Partiamo da qui perché spesso si sottovaluta la tua importanza nell’evento.
Non sei solo un’invitata!
Dopo la sposa, la donna più guardata del matrimonio sei tu. Sarai in prima fila, accompagnerai tuo figlio, ti cercheranno nelle foto. Secondo la tradizione sei proprio tu ad accompagnarlo nel suo ingresso, offrendogli il braccio fino all’altare e stando seduta accanto nel primo banco.
Il tuo abito, quindi, deve essere elegante e in sintonia con lo stile della cerimonia, senza mai rubare la scena a chi sta per dire “sì”. È una eleganza morbida quella che cerchiamo: niente eccessi, niente forzature, niente vestiti che ti fanno sentire a disagio. Il capo giusto è quello che rispetta l’evento e il dress code ma è anche quello che rappresenta meglio la tua personalità.
Guida allo stile: colori, lunghezze e galateo
I colori giusti e quelli da evitare
La prima paura che quasi tutte mi confidano è quella di sbagliare colore e sfigurare davanti a tutti. Le regole di base, per fortuna, sono poche e ti lasciano molto spazio.
II colori da lasciar perdere sono pochi. Il bianco e le sue sfumature vicine, come avorio, panna e champagne, restano della sposa, anche quando lei sceglie un abito colorato. Il nero assoluto di giorno è sconsigliato, si concede solo alle cerimonie serali più formali e sempre ammorbidito da qualche dettaglio luminoso. Stesso divieto va alle tinte troppo accese, il rosso vivo e il fucsia, rischiano di attirare lo sguardo su di te invece che sugli sposi.
Tutto il resto del panorama cromatico è a tua disposizione:
- Il blu in ogni sua profondità non tradisce mai ed è la scelta di massima eleganza.
- Le sfumature pastello come rosa antico, lilla, verde salvia e la carta da zucchero accompagnano magnificamente la luce del giorno.
- Le nuance decise ma sobrie come il grigio perla, il prugna, ottanio o colori della terra, raccontano una raffinatezza matura perfetta anche per la sera.
Ma il colore giusto, quello che davvero ti sta bene addosso, non è soltanto quello concesso dal galateo, bensì quello che dialoga meglio con il tuo incarnato. È lo stesso concetto dell’armocromia, la teoria che sostiene che la stessa sfumatura di azzurro può illuminarti o spegnerti a seconda del tono della tua pelle. Ed è proprio da lì che parto quando scegliamo insieme un tessuto, dal colore che accende te e non da quello di moda quest’anno.
Un suggerimento, prima di decidere quale colore scegliere, è di chiedere alla sposa o alla consuocera quale tonalità indosseranno, così da evitare sovrapposizioni imbarazzanti e poter giocare su un accostamento che dialoghi con gli altri protagonisti del matrimonio.
Come coordinarti con la mamma della sposa
C’è una dubbio che ti sarà già venuto in mente, ed è cosa fare se la mamma della sposa ha già scelto il suo colore. Di solito è lei a decidere per prima e a farti sapere la sua scelta, così da evitare che i vostri abiti finiscano per assomigliarsi o “scontrarsi” nelle foto.
Nella pratica basta una telefonata tra di voi. Vi scambiate due parole sul colore, sull’orario e sul tipo di cerimonia, e da lì si parte. L’obiettivo non è mai vestirvi uguali o limitarvi per essere coerenti, ma avere due abiti che stiano bene insieme, accordati nella formalità e nella lunghezza, eppure liberi di raccontare due donne diverse, ognuna con il suo carattere. Quando seguo entrambe, è esattamente questo il mio lavoro.
Lunghezze, tessuti e accortezze sartoriali
Sulla lunghezza di solito di giorno è meglio restare sotto il ginocchio, al polpaccio o alla caviglia, senza strascico, che resta un privilegio della sposa. Di sera l’abito può arrivare fino a terra, sempre senza strascico e coerente con la formalità del ricevimento.
Per le braccia, quando la pelle non è più quella di vent’anni, come capita a tutte, conviene coprirle con una manica leggera o un tessuto velato, perché nelle foto sono proprio i dettagli a farsi notare. E sui tessuti, per un giorno così importante meglio orientarsi su materiali di pregio, seta, organza, mikado, pizzo e cady, lasciando perdere cotone e fibre che si stropicciano e perdono subito la linea.
Le regole servono, ma non devono ingabbiarti
Ovviamente tutte queste regole servono a non sbagliare, ma non devono costringerti dentro un abito che non ti somiglia. Puoi essere elegantissima e allo stesso tempo riconoscerti in ciò che indossi. Per intenderci, non sei obbligata a scegliere il solito tailleur “da mamma” solo perché si usa così.
Il bello del su misura è che possiamo trovare la via di mezzo, ed è la ragione per cui nel mio atelier non troverai mai una carrellata di abiti identici da cui pescare. Ogni mamma che vesto è una persona diversa, con un corpo diverso e una personalità diversa e da ognuna nasce un capo che non somiglia agli altri.
C’è chi vuole qualcosa di lungo e importante, chi cerca la semplicità, chi ha voglia di colore, chi ha bisogno di potersi muovere in libertà. Una fisicità matura, poi, il prêt-à-porter la serve spesso male, tra braccia da coprire, punto vita cambiato e taglie che non tornano mai del tutto. Il su misura nasce per disegnare e cucire la linea sul tuo corpo, così che l’abito ti faccia sentire bene, valorizzata e sicura di te.
Cinque mamme, cinque abiti nati in Atelier Menì
Negli ultimi mesi ho accompagnato tante mamme degli sposi nella realizzazione dell’abito, ognuna di loro diversa ma con lo stesso desiderio di essere all’altezza e portare se stessa dentro l’abito. Ti mostro cinque abiti nati dal nostro servizio di abiti da cerimonia su misura per cinque mamme diverse.
Abito lungo a sirena color bronzo

Questa mamma aveva davanti una cerimonia serale, in una location importante. Voleva un abito che fosse all’altezza di quell’atmosfera. Per lei ho disegnato un abito lungo a sirena in un bronzo caldo, che di giorno richiama la terra e la sera, grazie ai ricami, diventa un capo sofisticato.
Le perline sono cucite a mano, una accanto all’altra, così da accendersi appena quando cammina e restare discrete quando è ferma. La linea a sirena spaventa molte donne, ma quando è costruita sul corpo giusto non stringe affatto, segue le forme e slancia. All’ultima prova, mentre andava verso lo specchio, ho visto il suo viso cambiare: non pensava più all’abito, pensava a quanto si sentiva bella. Per me è sempre quello il segno che il lavoro è finito.
Il completo pantalone elegante in organza ottanio

La seconda mi ha detto subito che dentro un vestito non ci sapeva stare. Voleva potersi muovere, restare comoda fino a sera e, soprattutto, non ritrovarsi con un capo destinato a restare chiuso in armadio per sempre.
Per lei abbiamo costruito un completo pantalone con un gilet lungo in georgette, leggerissimo, che scende morbido senza pesare sulle spalle. In chiesa è composto come chiede il galateo, con le spalle coperte, e al ricevimento le basta togliere il coprispalle per alleggerire tutto. Abbiamo scelto un colore sobrio, in armonia con il matrimonio ma facile da riutilizzare anche dopo, magari con una camicia bianca, così l’abito continua a vivere anche una volta finita la festa.
Il completo glicine con pantalone palazzo

Questa mamma aveva le idee chiare fin dall’inizio: si vedeva in glicine, e aveva ragione, perché quel colore caldo e vivace le illuminava il viso senza risultare appariscente. Per lei ho pensato a un top con un drappeggio laterale sul fianco e un lembo più lungo che scende dalla spalla come una sciarpa, abbinato a un pantalone palazzo morbido, di quelli che accompagnano la gamba e slanciano anche le taglie più comode. Le piaceva l’idea di avere un colore tutto suo e un top importante che un domani potesse rimettere anche con una gonna semplice o con i pantaloni scuri che aveva già. Così, smontato, quel completo le regalerà altri look anche per occasioni meno formali.
L’intramontabile abito midi a portafoglio prugna

Lei invece era un po’ in imbarazzo per il décolleté abbondante e cercava qualcosa che non lo mettesse troppo in mostra, ma senza farla sembrare infagottata. Le ho proposto un midi a portafoglio, con l’incrocio a V che valorizza il busto e segna appena la vita, allungando la gamba con delicatezza.
(Ho messo la foto su modella per rispetto alla sua privacy)
È un modello che sta particolarmente bene sulle forme morbide, perché abbraccia il corpo senza stringerlo. Abbiamo aggiunto una manica leggera e velata per coprire le braccia senza dare troppo volume. All’ultima prova ha smesso di aggiustarsi l’abito con le mani, quel gesto che fanno tutte quando non si sentono a posto e ha cominciato semplicemente a muoversi, sentendosi finalmente a suo agio.
Il completo azzurro scomponibile (3 look in uno)

Qui abbiamo un outfit cerimonia ideato per essere completamente trasformabile, più e più volte. Voleva qualcosa di importante ma super comodo e adatto a trasformare il look 3 volte! Chiesa, cerimonia pomeridiana e sera…rigorosamente in palette!
Abbiamo costruito insieme un completo pensato a livelli, tre pezzi che si combinano tra loro ma possono coesistere anche singolarmente. Abbiamo scelto l’azzurro, quello chiaro e delicato, un colore che a volte spaventa e invece su di lei stava benissimo, sopratutto perché ognuno di questi pezzi può convivere tranquillamente con jeans che lei adora e mette sempre.
C’è il pantalone palazzo, ampio e morbido, sopra un top, una casacchina ricamata a mano, con le maniche lunghe velate che coprono le braccia e un gilet nello stesso tessuto del pantalone, che chiude il tutto e fa da giacchino, ma che si può togliere per alleggerire il look.
Il bello di questo completo è che è un abito solo, ma può cambiare a seconda del momento della giornata, più coperto e composto in chiesa, più leggero al ricevimento. Cercava un capo che la seguisse dalla mattina alla sera senza doverci pensare, alla fine è esattamente quello che le abbiamo dato.
Come creiamo il tuo abito su misura in 3 passi
A molte mamme il su misura sembra qualcosa di complicato o da iniziare mesi e mesi prima, invece il percorso è semplicissimo. Ci si incontra in Atelier Menì, ci sediamo e ti ascolto: guardiamo insieme le foto degli abiti che ti piacciono, la palette, la tua fisicità e i tuoi desideri, non serve che tu sappia già descrivermi l’abito dei sogni, perché partiamo da ciò che ti piace e fa stare bene.
Poi progettiamo insieme il capo, scegliendo colore, linea, tessuto e lunghezza nel rispetto del galateo e della tua figura. Proviamo le soluzioni sul tuo corpo e non su una taglia standard. Le prove servono a rifinire il tutto così quando esci di qui sai già come ti muoverai e come apparirai nelle foto, e il vestito smette di essere un pensiero per diventare un alleato.
Prenota la tua consulenza in Atelier Menì a Roma
Se il matrimonio di tuo figlio si avvicina e ti senti ancora piena di dubbi tra colori, lunghezze e modelli è del tutto normale e non sei affatto sola. Da oltre vent’anni il mio lavoro è trasformare quell’ansia in serenità con un abito cucito sulla figura e sul ruolo di ogni mamma.
Da Menì non c’è una carrellata da sfogliare, c’è un progetto da costruire insieme, senza regole da subire ma con un’idea da realizzare. Se ti va, possiamo cominciare a parlarne di persona: prenota una consulenza in Atelier Menì a Roma EUR e costruiamo il look con cui entrerai in chiesa sentendoti finalmente te stessa, a tuo agio, elegante e bella nelle foto per sempre.






